il golden retriever

Le origini

Fu Lord Teedmouth (Sir Dudley Marjoribanks) a creare la razza nel XIX secolo, utilizzando a questo scopo la consanguineità, e registrando il tutto nei suoi libri: un setter rosso, battezzato Sampson, un retriever nero, Zelstone, e Tweed, un Tweed Water Spaniel, hanno contribuito alle origini di questa razza oggi chiaramente distinta.

Storia recente, dunque, che attinge anche ai cani portati da Terranova in Europa dai pescatori inglesi. Correva una leggenda a proposito del Golden, da quando Arthur Croxton-Smith pubblicò nel 1914, nella rivista Country Life, un articolo intitolato “Il retriever giallo o russo”, dove espone la sua teoria dei cani da circo. La leggenda in questione vuole che nel 1858, Sir Marjoribanks, che dal 1866 avrebbe assunto il nome di Lord Tweedmouth, avesse incontrato sulla sua strada, a Brighton, un circo venuto dal Caucaso. Tra i numeri presentati, c’era quello dei cani sapienti, gestito da un gruppo di cacciatori di pellicce.

Sbalordito dalle prestazioni e dall’intelligenza di questi cani colore dei miele, il gentiluomo si diede da fare per trovare i proprietari al fine di acquistarne una coppia a prezzo d’oro (spiegazione un po’ troppo semplicistica del nome poi dato alla razza!). Al termine di difficili negoziazioni, il nostro uomo ne sarebbe uscito con otto cani da circo, che portò direttamente con sé in terra di Scozia.

Il conte di Bonvouloir sottoscrisse questa versione dei fatti nella sua opera “I retriever e il loro addestramento”, pubblicata nel 1948. Questa storia, che aveva il merito di essere romantica, venne rimessa in discussione dopo il 1950. La scoperta, da parte del nipote, dei registri di allevamento di Lord Tweedmouth nel 1952, rivelò il segreto della fabbricazione dei Golden, fino ad allora gelosamente conservato, fece crollare tutto d’un colpo il mito dei cani da circo.

L’origine del Golden sarebbe dunque puramente scozzese, se si deve credere alla genealogia riportata in tali registri, che rivela l’uso di uno stallone di nome Nous, di colore giallo e figlio di retriever a pelo piatto. Nel 1913 il Kennel Club riconobbe la razza il primo standard venne pubblicato nello stesso anno, quando venne fondato anche il Golden Retriever Club.

 

Standard

Taglia: da 56 a 61 cm i maschi, da 51 a 56 cm le femmine. Il peso varia da 26 a 31,5 kg per i maschi, da 25 a 27 kg per le femmine.

Descrizione generale:  cane armonioso di struttura rettangolare, ben proporzionato, attivo, potente, compatto nell’andatura, dall’espressione improntata alla dolcezza. Testa: ben proporzionato e ben cesellata. Il cranio è largo senza essere pesante. Il muso è potente, largo e alto. La lunghezza della canna nasale è circa pari a quella del cranio; stop ben pronunciato. Tartufo nero,  occhi color marrone scuro; scure anche le rime palpebrali.

Corpo: potente, ben equilibrato, con collo di buona lunghezza, pulito e muscoloso. Il petto è ben abbassato nella regione strernale, le costole ben discese e cerchiate. La coda è portata al livello del dorso. Raggiunge il garretto e non si arrotola all’estremità.

Mantello: pelo piatto o ondulato con belle frange. Sottopelo fitto ed impermeabile. Il colore è crema in qualsiasi tonalità. Non deve tendere né al rosso né al mogano. Ammessa la presenza di qualche pelo bianco sul petto.

 

La personalità

La sua aria da peluche non nasconde molto. Il Golden Retriever è ciò che sembra:  gentile, con un temperamento da cucciolo, giocherellone e tenero anche in età avanzata (raggiunge la maturità piuttosto tardi).

Il suo carattere è dolce ed ormai leggendario e l’espressione del suo sguardo rafforza l’impressione di bontà che si ricava guardandolo. Coi bambini nessun problema. Possono persino mettere le mani nella ciotola del cibo. Provate a fare la stessa cosa con altri cani prima di aver loro insegnato le buone maniere, e vedrete la differenza!

Questo amante delle carezze non si allontana di un passo da chiunque gliene elargisca. Giocoso, pronto a partecipare a tutte le stramberie dei bambini (piccoli e grandi), sa restare anche molto calmo quando la situazione lo esige. Il Golden è come un bambino e, come per i bambini, non bisogna lasciarsi sedurre dal loro sguardo tenero, ma essere fermi e coerenti nell’educazione.

Sa adattarsi a ogni tipo di ambiente. Vivere in appartamento gli è facile, a condizione che possa sfogarsi ogni giorno con una bella passeggiata. Se si dispone di una villetta, il suo temperamento giocoso potrà essere soddisfatto con un periodo di gioco e di distrazione quotidiana in giardino. Si intende con tutti: bambini, animali e adulti. La sua memoria da elefante gli permette di imparare a una velocità sorprendente. Questo del resto spiega perché sia diventato un campione nel campo dell’assistenza all’uomo, attraverso la sua straordinaria capacità di assimilare tutto ciò che il padrone gli richiede.

Dà sfoggio delle sue abilità tanto in montagna quanto nei ranghi della polizia, della protezione civile e dei pompieri grazie al suo fiuto eccezionale. Si trovano anche molti soggetti che lavorano nell’assistenza ai disabili o che guidano i ciechi. Darebbe la sua vita per aiutare il padrone.

I cacciatori lo apprezzano per le sue doti di cane da riporto, ma in materia il Golden deve far fronte alla concorrenza di numerose altre razze che a loro volta hanno sviluppato queste capacità.

Ma naturalmente là dove si trova meglio, il suo posto preferito, è quello di cane di famiglia. E’ dunque un cane che può essere messo nelle mani di chiunque? No, se il vostro temperamento non si adatta a un tal tipo di cane: le persone indipendenti, che preferiscono un cane che sappia starsene da solo in un angolo, oppure gli “esclusivi”, gelosi di vederlo dispensare a tutti il suo affetto, o ancora coloro che amano farsi forti di un cane che sappia dominare su tutti altri, devono rivolgersi ad altre razze.